L'ente

L'Amministrazione Separata Usi Civici - in sigla A.S.U.C. - è l'Ente di gestione del territorio più vicino alla popolazione e amministra la proprietà collettiva in rappresentanza dell’intera popolazione frazionale.

Con “uso civico” si intende il diritto esercitato da un gruppo di persone su terreni e beni (pascoli, boschi, malghe, etc.) appartenenti al proprio Comune o alla propria frazione: diritto che consiste nell’uso e nel godimento di tali terreni e beni - definiti “beni collettivi” - esclusivamente da parte di cittadini residenti in un determinato luogo. 

Gli Usi Civici trovano fondamento nell’antichissimo uso delle  popolazioni di trarre dalle terre le utilità essenziali per la vita, usando le stesse in alcuni modi determinati.

Antenati degli usi civici sono i “beni indivisi” pubblici, così chiamati dall’antica disciplina del possesso relativamente alla proprietà terriera, appartenenti alla comunità locale, o meglio alle famiglie residenti, rappresentate dai capifamiglia.

Le “terre collettive”, prima del 1927, erano indicate con termini diversi nelle varie località e regioni: “demani universali” nel sud Italia, “proprietà o domini collettivi” negli ex-Stati Pontifici, “terre comuni, comunanze, comunaglie, regole, vicinie” in altre zone d’Italia e nell’arco alpino.

Il termine “regola” nel tempo ha anche indicato l’assemblea generale dei capifamiglia del paese: un’associazione privata, gelosamente chiusa agli estranei, la cui base era appunto la famiglia, indicata anche come “fuoco”.  

Lo scopo era la difesa dei censiti o “vicini” (quelli che fanno parte dello stesso “vicus”- il villaggio) verso il forestiero e contro la prepotenza dei nobili, affidata alle “Carte di Regola”, costituite da un insieme di diritti e doveri nella consapevolezza dell’obbligo di preservare nel tempo quei beni che appartenevano a tutti.

Le burocrazie delle diverse autorità centrali (tirolese, franco-bavarese, austro-ungarica ed in seguito italiana) entrarono in conflitto con queste Carte di Regola: in Trentino però territorio e risorse vennero lasciate in delega alle “regole” locali, ed è da questa esperienza che abbiamo ricevuto in eredità  l’istituto degli Usi Civici.     

Negli ultimi anni le ASUC hanno affinato la loro capacità di resistenza,  rivendicando gli usi civici non solo su boschi, strade, prati e pascoli.

La difesa delle proprietà collettive e della forma di autogoverno propria delle ASUC deve essere vista come una ricchezza, un valore aggiunto allo status di residente frazionale.

Le ASUC rappresentano un patrimonio importante soprattutto per la difesa del bene comune che esprimono, sia da parte dei censiti che degli amministratori.

In sostanza si tratta di amministrazione del diritto all’uso di questi  beni collettivi a favore di cittadini di un Comune o di una frazione dello stesso; diritti giuridicamente inalienabili, imprescrittibili ed inusucapibili, su beni separati da quelli demaniali e/o comunali, il cui funzionamento è assicurato da  apposita regolamentazione (ex Carte di Regola).

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